ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Simone Tiribocchi: “La vicenda Dzeko complica i piani di costruzione della Roma, ora c’è da ricucire il rapporto con il giocatore”

ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Simone Tiribocchi: “La vicenda Dzeko complica i piani di costruzione della Roma, ora c’è da ricucire il rapporto con il giocatore”

Simone Tiribocchi, ex giocatore e commentatore DAZN, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5 all’interno del programma “Crossover“.

Che Roma sta nascendo?
“La vicenda Dzeko complica molto i piani di costruzione della nuova Roma. La partita di sabato scorso contro l’Hellas non è stata totalmente negativa ma si vede che alla squadra ancora manca qualcosa. Ci sono reparti come quelle difensivo che ancora presentano lacune importanti”.

Da ex calciatore, come pensi stia vivendo Dzeko il momento, e con quale spirito tornerà a disposizione di Fonseca?
“Dzeko è un professionista, se tutto rimarrà come prima, non cambierà nulla. Ora è frastornato, sono tre anni che la Roma lo vende e poi lo riprende. L’idea è che chiunque faccia bene a Roma, ci sia la possibilità che venga un’altra società a prenderlo, e questo condiziona la società, l’ambiente e la squadra. L’operazione era sbagliata e ora ti ritrovi in una situazione particolare”.

Quanto è complicato gestire queste situazioni a livello emotivo?
“I calciatori guadagnano molto e sono professionisti ma dobbiamo ricordarci che in primis sono uomini. La situazione Dzeko è molto delicata perché il calciatore probabilmente si sentiva già di un’altra società, la faccia che aveva in panchina a Verona era chiara. Società e allenatore dovranno aiutarlo a superare questa situazione”.

Cosa manca ancora a questa Roma, soprattutto in difesa e centrocampo?
“La Roma ha tanti palleggiatori ma non è efficace negli ultimi 25metri dove manca un attaccante che faccia movimenti diversi, Dzeko accentra molto su di se, fa il regista avanzato, servirebbe uno forte in area di rigore e che dia profondità. Poi manca un leader difensivo, un giocatore che sappia fare quel ruolo nei 3 e secondo me neanche Smalling è il giocatore ideale”.

Un giudizio su Paulo Fonseca?
“È arrivato in Italia con un’idea di calcio molto chiara e fino a dicembre secondo me la Roma è stata una delle rivelazioni del campionato. Nel 2020 è stato costretto a cambiare modulo in corsa per esigenze di formazione e quando un allenatore si trova costretto a modificare la sua idea di partenza la squadra chiaramente rischia di perdere un po’ di identità. Mi auguro che in questa stagione Fonseca riesca a dare più continuità di gioco e risultati alla Roma”.

Quanto è importante la figura del DS?
“È fondamentale, è il tramite tra area sportiva e società, non si può arrivare sempre a chi comanda, ci sono dei passaggi intermedi, anche e soprattutto per confidarti e parlare in un’altra maniera. A volte protegge anche la squadra dalla stampa, è una figura essenziale”.

L’arrivo di una nuova proprietà può motivare i calciatori?
“Per i calciatori contano le ambizioni, non le proprietà. I giocatori della Roma sanno che se giocano bene possono finire sul mercato per salvare le casse societarie e questo può influenzare il loro rendimento. Ci sono calciatori che soffrono queste situazioni di incertezza costante e non riescono a dare il meglio”.

In generale, che campionato ti aspetti, l’Inter può davvero insidiare la Juventus?
“Sarà un bellissimo campionato, ci sono squadre interessanti, buoni organici. Il Milan tornerà su, il Napoli ha fatto finora ottima campagna acquisti, l’Inter può insidiare la Juventus che mi sembra ancora un po’ avanti”.

Qual è stato finora il miglior colpo di mercato?
“Vidal finora è un acquisto molto importante perché completa un reparto dove mancavano personalità e cattiveria, ma il vero colpo deve ancora arrivare. Il Milan tenendo Ibra ha fatto un vero colpo”

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