ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Filippo Maria Ricci (corrispondente Gazzetta dello Sport): “In Spagna è stato stabilito un protocollo sanitario chiaro per lo sport, ci sono pochi casi e soprattutto nessuna polemica”

ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Filippo Maria Ricci (corrispondente Gazzetta dello Sport): “In Spagna è stato stabilito un protocollo sanitario chiaro per lo sport, ci sono pochi casi e soprattutto nessuna polemica”

Filippo Maria Ricci, corrispondente dalla Spagna per la Gazzetta dello Sport, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport nella trasmissione “Crossover“. Queste le sue parole:

Qual è la situazione in Spagna?
“In generale andiamo male, a Madrid dove sono io possiamo uscire per le urgenze, ma ad esempio le gite fuori porta sono bandite. I numeri sono in aumento, c’è preoccupazione è c’è un’eccessiva polemica politica, ci si perde a discutere in termini accusatori da una parte e dall’atra. I numeri  sono pessimi, è un’altra storia rispetto al primo lockdown, non c’è tantissima gente ricoverata in gravi condizioni, ci sono molto più tamponi, siamo in attesa di vedere la curva dei contagi in fase discendente ma ancora siamo lontani”.
Napoli-Genoa e Juventus-Napoli hanno innescato tantissime polemiche in Italia. Qual è il protocollo sportivo-sanitario in Spagna?

“Semplice, si è accettato con un protocollo stabilito ad agosto e non il 2 ottobre come in Italia. Una volta accertato il protocollo si è deciso che il mondo del calcio vivesse di vita propria e che i calciatori non fossero più visti come cittadini normali come successo in Italia. Continuano ad esserci pochi casi che vengono trattati come infortuni o squalifiche. Il calciatore si ferma e il calcio prosegue. Se si va in quella direzione non ci saranno grandi polemiche, ci sono più problemi nella pallacanestro. Il protocollo è simile a quello italiano, si gioca con un minimo di 13 giocatori, è consentito un solo rinvio fino alla 30esima, dopo non ci sarà più la possibilità di richiederne, altrimenti si perde a tavolino. Nel basket sono state sospese alcune partite, c’è preoccupazione per la Vuelta che inizierà la settimana prossima, visto anche quanto sta accadendo al Giro d’Italia”.

A livello di opinione pubblica ci sono polemiche? 
“No, non ce ne sono, il calcio è una eccezione, non se ne parla. Se si vuole vedere la Liga è così, semplice. A scuola con un bambino positivo si ferma la classe, se il calcio vuole restare aperto deve essere trattato in un altro modo, non ci sono dibattiti. Una cosa di cui un po’ si parla sono i tamponi per i calciatori, il privilegio rispetto al cittadino comune. La Liga paga, i tamponi non sono gratuiti”.
È arrivato anche in Spagna il clamore mediatico di Juventus-Napoli?
“Si, c’è stato un po’ di sconcerto, non si è capito cosa e perché sia successo. Nessuno qui ha messo in dubbio l’eccezionalità del calcio, i presupposti sono altri”.
C’è preoccupazione per la ripresa delle Coppe Europee?
“La sosta ha aperto scenario nuovo, giocatori che viaggiano, si mischiano tra loro con protocolli e usanze diverse. Non ci sono stati grandi casi per il momento ma aspettiamo qualche settimana”.