ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Antonio Magi (Presidente OMCeO Roma): “La pressione ospedaliera è fortissima, dobbiamo aumentare il personale sanitario”

ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Antonio Magi (Presidente OMCeO Roma): “La pressione ospedaliera è fortissima, dobbiamo aumentare il personale sanitario”

Antonio Magi, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Roma, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport nella trasmissione “Crossover“. Queste le sue parole:

Presidente, casi in aumento in Italia e nella nostra Regione, a Roma qual è la situazione a livello di pressione ospedaliera? 

“La pressione è fortissima, in molti pronto soccorso siamo pieni, il problema più grave riguarda il numero di posti ordinari per malati Covid per dare assistenza a tutti, mentre nelle terapie intensive siamo ancora in una situazione di tranquillità. Il problema è il numero di ricoverati che devono essere assistiti in ospedali, si stanno chiudendo reparti per malati generici, e questo è un problema enorme perché le malattie di tutti i giorni restano e vanno curate”.
Molte persone si recano al pronto soccorso soprattutto per paura. Qual è il giusto messaggio da veicolare ai cittadini?
“Se si sono avuti contatti con un positivo  bisogna vedere la situazione di salute, se ci sono sintomatologie o meno. Se c’è qualche sintomo bisogna chiamare il medico di famiglia che avvertirà chi di dovere, per beneficiare dell’intervento dell’Uscar. Se ci sono pazienti già con sintomi ai quali si aggiungo a difficoltà respiratorie e febbre bisogna contattare il proprio medico”.
A proposito di questo, quanto è importante il lavoro del medico di famiglia, soprattutto ora che potranno effettuare test rapidi anche nei loro studi?
“È importante che ci siano altri colleghi che possano supplire alle file chilometriche dei drive-in. Il problema è che gran parte degli studi sono nei condomini, e gli stessi condomini possono lamentarsi di eventuali file e assembramenti. I medici però si stanno organizzando, c’è qualcuno che per esempio ha affittato dei camper, e magari nelle piazze possono posizionarsi ed eseguire test. Poi ci sono anche studi adatti per dimensioni, dove non ci sono problemi. È fondamentale aumentare l’offerta, per permette ai cittadini di evitare file allucinanti. Il tampone va fatto quando si ha il serio dubbio di aver avuto un contatto con un positivo. Se ci sono piccole sintomatologie o la preoccupazione per un contatto sospetto serve il tampone, altrimenti cerchiamo di ridurre numero se non sono utili”.
 
Come si sta muovendo l’Uscar e quanto può aiutare per alleggerire lavoro degli ospedali? 
“Le Uscar stanno potenziano la loro struttura, molti medici si stanno preparando per andare in casa dei pazienti, il problema è soprattutto la vestizione e la svestizione, bisogna sapere come poter essere protetti per evitare il contagio. Hanno iniziato a fare molte visite e tamponi nelle case. Per portare un dato di oggi, il 35% dei pazienti visitati sono risultati positivi al Covid, in casa la ricerca è più mirata”.
In una recente intervista lei ha sottolineato la mancanza di personale, parlando di oltre tremila camici bianchi che sarebbero necessari per fronteggiare l’emergenza. C‘è bisogno di più personale abilitato?
“Si, assolutamente. Mancano camici bianchi in ospedali, negli ambulatori di territorio per curare altri malati, molti pazienti non possono essere più seguiti perché tantissimi reparti sono destinati al Covid, ma non si muore solo di coronavirus. Dobbiamo aumentare il personale, nel Lazio c’è stata una politica di blocco del turnover per adempiere al piano di rientro ma il problema ora è sanitario, bisogna intervenire in maniera diretta”.
Quanti tamponi esistono e qual è l’attendabilità dei test?
“I tamponi non sono precisi al 100%. Ci sono quelli molecolari, quelli rapidi e i capillari. Si sta studiando l’efficacia e l’attendibilità di quelli salivari che semplificherebbero molto l’iter per rapidità e sicurezza, pensiamo ai bambini nelle scuole. Poter fare il test salivare risolverebbe parecchi problemi, spero possano essere presto disponibili”.
 
Vogliamo sottolineare, quest’anno a maggior ragione, l’importanza del vaccino antinfluenzale?
“È fondamentale, soprattutto perché da un lato ci permette di limitare la diffusione delle sindromi influenzali, dall’altro perchè ci permetterebbe di evitare di confonderla con casi Covid può essere confusa col Covid. In più, per quanto riguarda gli ultra 65enni sarebbe buon uso vaccinarsi anche contro il pneumococco per salvaguardarsi dalla polmonite batterica, che su soggetti deboli e malati può subentrare. Oltre a questo devo dire che se adottassimo le precauzioni basilari, ovvero mascherine, igiene delle mani e distanziamento, anche la semplice influenza circolerebbe meno, visto che la modalità di trasmissione è la stessa. È importante non chiudere paese perché economia ne risentirebbe”.
Cosa si aspetta nella prossima due settimane, il numero dei contagi può scendere con le misure adottate nell’ultimo DPCM?
“Spero che utilizzando bene le mascherine potremmo vedere i primi risultati fra due settimane, il virus ha un’incubazione che va dai 5 ai 14 giorni. Il vero problema riguarda i trasporti, è la questione principale da risolvere”.

 

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