CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Luca Telese: “Non possiamo permetterci di chiudere tutto, andrebbero evitati populismo e demagogia nella trattazione politica e mediatica”

CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Luca Telese: “Non possiamo permetterci di chiudere tutto, andrebbero evitati populismo e demagogia nella trattazione politica e mediatica”

Luca Telese è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport nella trasmissione “Crossover“. Queste le sue parole:

Secondo te ci sarà un altro DPCM visto l’aumento inesorabile dei contagi?
“Mi auguro che non ci sia un altro DPCM che chiuda tutto perché non possiamo permettercelo, sarebbe insensato e sbagliato. Siamo stati molto rigorosi, sarebbe una cosa senza senso”.
Visto che vengono emanati DPCM senza le canoniche due settimane di attesa per vederne i risultati, hai la sensazione che si sta inseguendo il virus?
“Vengono emanati DPCM senza le canoniche due settimane di attesa per vederne i risultati. Dalla scorsa estate il Comitato Tecnico Scientifico ha avuto l’idea di mettere in atto un altro giro di vite per limitare i contagi, la gestione delle scuole e le linee guida generali sono state costruite in base a questo. Poi c’è il populismo sulle direttive di governatori regionali, che gettano la croce sugli italiani, che invece sono stati molto seri e rigorosi. Nelle scuole c’è un’attenzione enorme, eppure arrivano “sceriffi” che dicono prima una cosa poi l’altra. È questo modo di fare di politica da parte di chi insegue solo il consenso che ci porta a rischio chiusura”.
Cos’è mancato per farci trovare pronti come Paese Italia a questa seconda ondata di Covid?
“Siamo stati bravi perché abbiamo avuto coraggio, ma il lockdown è un rimedio medievale. In Germania c’erano i tracciatori che facevano tamponi alle macchine in fila perché si fa così, invece da noi quando serve una programmazione si perde. Pensate che la Regione Lombardia ha concesso un premio ai dirigenti che chiudevano le terapie intensive: siamo in una fase delicata, e si danno premi per chi chiudeva reparti di terapia intensiva? E questo sempre perché si segue il consenso di un minuto, senza progettare. In un’intervista a Crisanti, che ha salvato il Veneto con tamponi in modo geniale, il professore aveva presentato un piano perfetto per tutta Italia, che neanche è stato preso in considerazione, è un paese di matti”.
Quanto peserà l’esempio di Francia e Germania a livello di pressione politica e mediatica su un possibile nuovo lockdown?
“La Situazione è diversa, non bisognerebbe paragonare paesi con diversa densità abitativa. In Germania la mortalità è dieci volte più bassa della
nostra, hanno 30mila terapie intensive. Non avevamo soldi e fondi per terapie intensive e respiratori: alla fine i respiratori li trovi, ma la
programmazione a lungo termine non c’è”.
 
A livello di comunicazione come viene affrontato l’argomento dai media?
“Qualcuno dice che parliamo troppo, qualcuno troppo poco, per me parliamo male. Servono inchieste, chiedendoci come sia possibile pagare i vaccini in Lombardia sei volte più del normale perché all’inizio non era stato acquistato per poi essere costretti a recuperare di corsa. L’emergenza  è il modo peggiore per governare durante una crisi sanitaria. Stiamo spendendo soldi con la pala, 4/5 milioni al giorno solo per tamponi, bisogna seguire persone con idee visioni e prospettive, non si può seguire l’emergenza”.
 
Provando a sdrammatizzare, il calcio italiano e europeo che sensazioni ha la possibilità di proseguire i campionati? La gestione della crisi sanitaria da parte della  Lega Calcio ti è piaciuta?
“In Italia finora il protocollo in qualche modo ha funzionato. Juve-Napoli è stato un colpo una tantum, ma alla fine tolto quell’episodio il sistema ha funzionato, si è stabilita una responsabilità. In questa situazione non solo funziona ma credo possa diventare addirittura un modello da seguire in altri ambiti”.
Sulla Roma, soddisfatto di ciò che stai vedendo in queste settimane?
“Ho passione e nessun dogmatismo nel credere a tutte le fandonie che si dicono o scrivono. La Roma di Friedkin sembra un miracolo. Hanno preso una società gestita da Pallotta in maniera folle che faceva calcio-vetrina, vendendo giocatori alla fine di ogni stagione, bruciando ben 4 allenatori. Era piena di debiti, c’erano spie nello spogliatoio, Fonseca è un lord inglese in mezzo ad una catastrofe. Ieri ad esempio Dzeko sbaglia un gol, può capitarti un momento di sfortuna, ma qui si processa sempre l’allenatore. Con quello che ha a disposizione, la Roma sta facendo partite dignitose, crescono giocatori, altri si ritrovano”.

 

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