ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Luigi Cagni (allenatore): “Vorrei un calcio più semplice e vero, i tecnici di oggi hanno soltanto voglia di apparire”

ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Luigi Cagni (allenatore): “Vorrei un calcio più semplice e vero, i tecnici di oggi hanno soltanto voglia di apparire”

L’ allenatore Luigi Cagni è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5 durante la trasmissione “Borderò”. Queste le sue parole:

Le piace il calcio di oggi?
“No, vorrei un calcio più semplice e vero. Il fatto che tutti gli allenatori vogliano proporre un calcio offensivo non è sempre corretto, bisogna trovare i giusti equilibri. Quando i risultati non arrivano, spesso ci si rifugia su moduli più conservativi. Una squadra di pallone deve saper essere compatta e fare le due fasi. Le formazioni che non difendono bene, non vincono mai. La trasformazione più evidente, nel corso degli anni, è stata quella relativa alla parte atletica. Il calcio d’oggi non ha più valori, i presidenti si pongono al di sopra degli allenatori nei discorsi tattici e i giocatori vengono spesso de-responsabilizzati”.

Si può dire che il calcio moderno sia “ruffiano”?
“Sì assolutamente, e gli allenatori sono anche peggio. La grande maggior parte di loro, soprattutto quelli più giovani hanno solo voglia di apparire. Vanno dietro alle mode, all’esser pubblicizzati, ma queste sono cose che hanno cambiato la natura e il vero valore del calcio. Il calcio italiano negli ultimi 10 anni è andato in malora”.

Crede che ci sia un’esplicita richiesta anche da parte dei Presidenti di allenatori di questo tipo?
“No, non credo, solo che c’è una situazione economica dietro che non riesco a comprendere. Ribadisco, i valori sono determinanti in tutti gli ambiti, ma nel calcio non si stanno più avendo”.

Secondo lei perché Pastore è stato messo a giocare come intermedio a centrocampo?
“Io adesso non voglio entrare in argomentazioni difficili, ma non so quale sia il ragionamento che c’è alla base. Bisognerebbe chiedere agli allenatori. Ricordatevi però che la colpa comunque è sempre del giocatore, è lui che sta sul campo. È il calciatore che deve dimostrare di essere capace, deve sì ascoltare il mister ma poi è lui che deve saper prendere decisioni in quel determinato istante”.

Sulle palle inattive bisogna marcare a uomo o a zona?
“Non bisogna inventarsi nulla di particolare: io marcherei a uomo, ma bisogna sempre vedere bene dove sia la palla. Per i corner ho sempre fatto una difesa “mista”, ma nelle situazioni di calci piazzati bisogna saper marcare anche a uomo”.

REDAZIONE