CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Paolo D’Ancona (Epidemiologo Istituto Superiore di Sanità): “Il trend dei contagi sarà in aumento almeno per 2 settimane, nel Lazio ci sono ancora alcune criticità”

CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Paolo D’Ancona (Epidemiologo Istituto Superiore di Sanità): “Il trend dei contagi sarà in aumento almeno per 2 settimane, nel Lazio ci sono ancora alcune criticità”

Paolo D’Ancona, epidemiologo dell’Istituto Superiore Sanità, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport nella trasmissione “Crossover“. Queste le sue parole:

Le misure attuate sono utili per ridurre il contagio?
“Il trend dei contagi continua ad essere negativo, vi è infatti un significativo aumento di casi che non si arresterà per qualche giorno, sarà tutto da vedere dopo  due settimane dall’emanazione del nuovo DPCM. L’aumento dei contagi era previsto, mi auguro  che nei prossimi giorni la gente cerchi di comportarsi in maniera responsabile, è l’unica azione che possiamo fare individualmente per migliorare la situazione sanitaria. Devono esserlo, lo speriamo. Si è scelto di modulare gli interventi dividendo il paese in tre fasce di rischio, questo dovrebbe portare dei vantaggi che vedremo però fra alcune settimane. A quel punto capiremo cosa accadrà nei prossimi mesi”.

Qual è la situazione nella nostra Regione?
“La situazione nel Lazio è preoccupante ma non come in altre regioni, tuttavia ci sono ancora alcune difficoltà nella gestione dell’emergenza sanitaria, come  l’eseguire tamponi e il gestire correttamente i pronto soccorso, che costituiscono i primi segnali di difficoltà a cui si sta già cercando di porre rimedio”.
Possiamo fare chiarezza sui test disponibili ad oggi?
“Il tampone molecolare naso faringeo è il test più preciso che abbiamo, ci dice se abbiamo l’infezione in atto. L’unico svantaggio riguarda la questione della tempistica, per essere esaminato servono diverse ore,  con il sovraccarico di test effettuati ultimamente servono anche giorni.
Il test rapido, solo nasale, in meno di mezz’ora dà il risultato con una precisione minore rispetto a quella del molecolare. Se il test rapido segnala una positività in alcuni casi è consigliabile sottoporsi al molecolare per  avere la conferma, altresì potrebbe trattarsi di un falso positivo. Se si è all’inizio o nelle ultime fasi del decorso della malattia esiste la possibilità che dal test esca  un falso negativo. Il tampone va fatto al momento giusto, deve passare qualche giorno dal presunto contatto con il positivo. Il sierologico invece serve a capire se siamo venuti in passato a contatto col virus”.
Coloro che hanno una carica virale bassa sono contagiosi?
“In generale potrebbero essere contagiosi, bisogna vedere la fase della malattia in cui si trova il paziente. Ci possono essere variazioni a seconda che ci si trovi all’inizio o alla fine della malattia”.
Si fa un utilizzo scorretto della mascherina?
“Secondo me si è sottovalutato il corretto utilizzo mascherina, quando la abbassiamo non siamo protetti né stiamo proteggendo chi ci sta intorno. In quel momento dobbiamo tenere ancora di più la distanza con le altre persone, è fondamentale”.
Qual è il maggior modo attraverso cui avviene il contagio?
“Il contagio avviene attraverso le goccioline che emettiamo con tosse, starnuti o semplicemente parlando. Se si è vicino ad una persona ed io sono positivo rischio di colpirla e dare sfogo all’infezione. Per questo l’area intorno deve essere quanto più possibile libera, motivo per cui siamo costretti a rinunciare a momenti di svago con gli amici. Comunque nessuno ci impedisce di passeggiare all’aperto e a distanza. Tuttavia la vera accortezza è mantenere l’igiene delle mani”.
È cambiato il trattamento dei soggetti positivi?
“È stata acquisita molta esperienza nella gestione dei pazienti positivi : sono stati fatti passi avanti nel trattamento, e nell’uso di  protezioni che i sanitari possono utilizzare. A livello di trattamento non c’è ancora un’arma risolutiva. Le persone anziane possono andare incontro a forme più gravi, l’età media delle persone che rischiano di non farcela è di ottant’ anni, ma ultimamente l’età media si sta abbassando”.
Quali sono le prospettive sul vaccino?
“Ci sono undici vaccini alle fasi conclusive di sperimentazione. Ciò significa che per l’inizio dell’anno prossimo inizieranno ad essere disponibili, così potranno passare all’ultima parte del processo autorizzativo, quello in cui le agenzie regolatorie ne controlleranno efficacia e sicurezza per il via libera alla commercializzazione e alla distribuzione. Non lo avremo disponibile prima della primavera dell’anno prossimo”.
Chi guarisce si porta dietro sintomi a livello clinico? 
“Ci sono una serie di fattori non permanenti che rendono difficoltoso il recupero, soprattutto per quanto riguarda le difficoltà respiratorie. Poi ce ne sono anche di più gravi, come ad esempio danni cardiaci che, fortunatamente, non toccano la maggior parte dei casi. Il recupero è abbastanza rapido, ma spesso la perdita di gusto e olfatto dura diverse settimane”.

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