ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Ivan Zazzaroni: “Il mondo del calcio non è preparato per affrontare questa situazione, regna l’incertezza e manca il dialogo”

ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Ivan Zazzaroni: “Il mondo del calcio non è preparato per affrontare questa situazione, regna l’incertezza e manca il dialogo”

Ivan Zazzaroni, Direttore del Corriere dello Sport, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5 all’interno del programma “Crossover“. Queste le sue parole:

Che stagione stiamo vivendo tra Covid e caos tamponi?
“Non siamo preparati veramente bene ad affrontare questa situazione, il mondo del calcio ha provato ad organizzarsi con dei protocolli ma ci ritroviamo con delle inchieste in corso, senza comprenderne dinamica e responsabilità. Si è mossa anche la Procura della Repubblica, in una situazione del genere serve anche solidarietà oltre all’attenzione enorme del rispetto del protocollo e delle regole. Vedremo se qualcuno ha violato le regole o meno”.
A prescindere dalla situazione generale nel nostro Paese e nel resto del mondo, secondo lei perché sul finire della scorsa stagione il calcio (e lo sport in generale) era risultato quasi immune ai contagi Covid?
“Non lo so, ce lo siamo chiesti tutti, si è parlato dell’estate come motivazione principale. In realtà credo si tratti di una questione di attenzione nell’ambito di un quadro in cui sono aumentati i rischi per tutti. È molto complicato, ci vuole fortuna a non essere contagiati, parliamo di un virus subdolo. Non ho una risposta, non ce l’ha nessuno. Prima c’era un controllo assoluto, la gente era bloccata in casa, poi c’è stato un agosto terribile da cui sembra si sia scatenato tutto. Ci era stato detto che ci sarebbe stata una recrudescenza del virus, ci siamo trovati impreparati la prima volta e ancor di più la seconda”.
A livello di protocollo si sta cercando di correre ai ripari, perché non ci si è mossi in anticipo? 
“Perché i vari elementi chiamati in causa non dialogano, e non hanno alcuna intenzione di farlo. Ci sono molte incertezze, false positività, positività deboli, questo gene N. Siamo tutti in un campo inesplorato, andiamo avanti a forza di incertezza. Una cosa è certa, manca qualcuno dall’alto che ci dica come fare e comportarci”.
Il campionato può riuscire a mantenere una credibilità sportiva nonostante le difficoltà?
“Si, la credibilità sportiva c’è quando sono tutti nella stessa condizione. Poi sarebbe anche divertente se non si interrompesse la stagione ogni tre settimane per pause inutili. Sono abbastanza disilluso, mi auguro si vada avanti, ma soprattutto che il paese vada avanti e che si possa battere questo maledetto virus”.
Si aspettava una decisione diversa sul caso Diawara e su Juve-Napoli?
“Sul caso Diawara no, su Juventus-Napoli è un discorso diverso. Non mi aspettavo nulla di diverso dalla procura sportiva, è normale venga sottolineata la forza delle istituzioni calcistiche, Sandulli non poteva fare diversamente. Alcune cose però ti lasciano perplesso, dalle carte delle motivazioni emerge l’idea che ci sia stata una sorta di corresponsabilità tra ASL e Regione Campania, al posto loro mi sarei irritato parecchio”.
Parlando di campo, 15 risultati utili consecutivi tra la scorsa stagione e l’inizio di questa, non crede che Fonseca sia stato eccessivamente criticato?
“È normale che l’allenatore finisca nel mirino della critica, perché la squadra valeva di più di ciò che il campo ha dimostrato. Poi durante il mercato sono usciti giocatori non funzionali al progetto e ne sono arrivati altri. Ora le cose stanno andando abbastanza bene, ma resta comunque un gruppo che ha dei limiti strutturali con punti da rinforzare chiaramente, serve soprattutto una seconda punta e un esterno destro”.

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