ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Andrea Stramezzi (medico volontario Covid-19): “Il Covid-19 è un virus subdolo, bisogna incentivare la prevenzione”

ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Andrea Stramezzi (medico volontario Covid-19): “Il Covid-19 è un virus subdolo, bisogna incentivare la prevenzione”

Il medico volontario Covid-19, Andrea Stramezzi, specializzato in epidemiologia, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5 durante la trasmissione “Borderò”. Queste le sue parole:

Come nasce la sua passione per la medicina?
“Medici si nasce, non si diventa. Mi ricordo di una delle prime esperienze, il terremoto d’Irpinia, nel quale fui coinvolto nel massimo della mia interiorità. Poi la chiamata contro il Covid, a maggio ho accettato di dedicarmi ad una struttura costruita per alleggerire il peso sugli ospedali: ho dedicato anima e corpo a quell’incarico”.

Che idea si è fatto di questo virus?
“Quando questa malattia si esprime nella sua forma più violenta, sa essere davvero devastante. Ne ho avuto esperienza diretta. Il Covid è anche e soprattutto subdolo, infatti, anche i pazienti asintomatici potrebbero avere delle ripercussioni. Bisogna incentivare la prevenzione. È importante tenere la mascherina sempre, soprattutto quando si è con i propri cari e in situazioni di promiscuità”.

Come si combatte il Covid-19?
“È molto importante la componente psicologica: i pazienti si sentono abbandonati e restano soli. Il virus attacca, purtroppo, anche altri organi e sa essere molto pericoloso. Eppure, il vero problema è la reazione anomala che questo virus genera nel sistema immunitario: la reazione citochimica. Ecco, bisogna inibire, attraverso dei farmaci, l’irrazionale risposta del corpo. Esiste un farmaco ad esempio, il “Montelukast” un antiasmatico, che può attutire i danni del virus ma deve essere sempre prescritto da un medico, precisiamolo”.

Qual è stata la reazione dei suoi colleghi medici alle sue idee in materia di Covid?
“Spesso mi sento dire che bisogna rispettare fiscalmente i protocolli. Il problema è che queste norme, proteggono più il medico che il paziente stesso. Incentivano il biasimo, lo scarico di responsabilità da parte dei dottori che si rimettono alle indicazioni date e non approfondiscono. La cosa più incredibile è che non sia stata creata una banca del sangue, con lo scopo dell’utilizzo del plasma iperimmune”.

Quando potremo dichiarare finita questa pandemia?
“Spero per autunno 2021. Bisogna sperare nella riuscita degli studi circa il vaccino, che, soprattutto in America, sono in stato avanzato e, attraverso interessantissime innovazioni proprio nell’approccio alla ricerca, potranno risultare decisivi nella battaglia a questa malattia. V’è poi anche un nuovo farmaco, quello utilizzato da Donald Trump, il quale si basa sul medesimo principio del plasma iperimmune. Grazie a queste cure potremo abbassare di molto il tasso di mortalità, che in Italia, nel momento più critico, è arrivato al 10%”.

È possibile che questo virus sparisca da solo?
“Se si pensa che un’ambulanza, dopo aver trasportato un paziente Covid, ha bisogno di venti minuti per essere sanificata, risulta assurdo pensare alle indicazioni governative dedicate a diverse fasce della prevenzione. Bisognerebbe investire soldi e tempo su altri aspetti”.

Il suo ultimo paziente curato ha compiuto cento anni. Quanto l’emoziona questa storia?
“È una gioia immensa. Mi telefonarono da una terapia intensiva e mi dissero che quest’uomo non poteva essere intubato perché troppo anziano. Il mio paziente è attualmente in cura, ma sono sicuro che potrà guarire”.

REDAZIONE