ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Prof. Giorgio Gilestro: “La variante inglese è più contagiosa ma non più letale. La riapertura delle scuole è il nodo più difficile da sciogliere”

Giorgio Gilestro, Professore di Neurobiologia all’Imperial College di Londra, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport nella trasmissione “Crossover“. Queste le sue parole:

Quanto dobbiamo preoccuparci della variante inglese?

“E’ doveroso preoccuparsi ricordando però cosa significhi il termine, ossia occuparsi di qualcosa prima che accada. Non si deve andare nel panico ma analizzare le probabilità che l’evento si possa verificare e agire di conseguenza. La variante porta notizie potenzialmente brutte: è più contagiosa di quella che circola ora, ma non è più letale. E’ un paradosso perché una variante più contagiosa farà nel tempo più danni di una variante letale”.

Com’è ora la situazione dal punto di vista numerico in Inghilterra?

“L’Inghilterra sta gestendo la settimana più buia dall’inizio dell’epidemia, il numero dei contagi registra dei record con più di 50’000 casi al giorno, oggi ci sono stati 1000 morti e gli ospedali sono pieni, quello che preoccupa è che tutti questi numeri vengono da settimane di restrizioni ma nonostante queste la variante è troppo contagiosa e non si arresta”.

 Come stanno trattando l’argomento i media ed i giornali inglesi e quali saranno gli accorgimenti per il 2021?

“I media inglesi sono diversi da quelli italiani, dipende dai punti di vista dire se gli italiani erano allarmisti e gli inglesi ottimisti, entrambi erano agli estremi, andava cercata una via di mezzo. I media inglese hanno avuto tanto di cui occuparsi negli ultimi tempi, c’è stata una vera tempesta fra la brexit ed il Covid. Al momento il tono è cambiato, si iniziano a vedere foto di ambulanze davanti agli ospedali come quelle italiane e cominciano ad esserci appelli disperati dei medici. Intorno al 20 dicembre è stato introdotto un nuovo livello di lockdown, prima avevamo tre zone come in Italia, adesso ne è stata introdotta una quarta per questa variante, si parla di una quinta ma ancora non è stata decisa. Alcune scuole non riapriranno a gennaio”.

In cosa la variante inglese è pericolosa e quale è stata la causa scatenante?

“Le varianti registrate sono 15’000 ma probabilmente ce ne sono molto di più. Quelle che hanno destato allarme sono quattro o cinque, quella inglese in particolare ma anche quella sudafricana ed un’altra abbastanza celebre quella dei visoni. La variante inglese porta dei cambiamenti immediati, e sono 3 i modi in cui questi cambiamenti si possono verificare in natura: In primo luogo l’animale può trasferire la variante all’uomo e l’uomo agli animali, questa riguarda quella dei visoni sacrificati. In secondo luogo è possibile che la variante sia nata 8 mesi fa  perché la distanza genetica è di 8 mesi ma è stata trovato ora, impossibile però che sia nata in Inghilterra perchè è il paese che fa più sequenze ed è improbabile ci sia sfuggita per tutto questo tempo; l’opzione più probabile è che sia nata in un paziente immunodepresso che non potendo produrre da solo gli anticorpi viene curato con  il plasma, poi il virus muta per caso all’interno del paziente e  la variante elude questo plasma, a questo punto il paziente venendo a contatto con gli altri diffonde il virus. Questo è davvero preoccupante perché la variante è nata per scappare dal plasma e questo è identico al mix di anticorpi presente nei vaccini quindi può ridurne l’efficacia, stiamo investigando”.

Questo vaccino rappresenta un traguardo per la scienza?

“Diversi vaccini sono stati prodotti in questo periodo e questi in particolare per il covid si basano su una nuova tecnologia studiata da anni ma mai commercializzata, se funziona apre la porta ad una serie di vaccini contro altre malattie”.

In merito al vaccino Astrazeneca, quanto può essere pericolosa la fretta nelle sperimentazioni dei vaccini e anche nelle autorizzazioni a procedere alla somministrazione da parte delle autorità competenti?

“La fretta non ha influenzato la sicurezza, questa non viene mai messa in discussione, niente prosegue se non è sicuro. Dal punto di vista dell’efficacia non posso dire la stessa cosa, i numeri di cui ci hanno parlato non saranno quelli reali perché vi è una differenza tra l’efficacia in laboratorio e l’efficienza in campo ed i numeri in quel caso sono più bassi. Le varianti cambiano le cose. Inoltre i vaccini funzionano ottimamente nella popolazione più giovane ma non siamo certi che funzionino per la parte di popolazione che vogliamo proteggere”.

 Vi è una correlazione tra la variante inglese ed i bambini?

“Si, vi è una correlazione in tal senso, tanto di questo aumento dei contagi è da attribuire ai bambini. Se le scuole apriranno ci sarà un’esplosione dei contagi, il comitato tecnico scientifico inglese  è contrario a riaprirle e sarà molto difficile, va ulteriormente incrementata la distanza. La scuola è senza dubbio il nodo più difficile da sciogliere”.

Che cosa pensa riguardo l’obbligatorietà del vaccino e quali saranno gli effetti che apporterà alla nostra vita?

“I vaccini hanno due tipi di immunità, una che ci protegge dal virus ed una chiamata immunità sterilizzante. Non sappiamo se questi vaccini hanno la seconda tipologia e di conseguenza non possiamo spingere per l’obbligatorietà. L’unico modo per promuoverne l’obbligatorietà sarebbe dovuto alla pressione sul sistema sanitario. Se invece si riscontra che questo vaccino presenta questa seconda tipologia di immunità allora si può pensare ad una campagna per l’obbligatorietà”.

Possiamo in qualche modo “inseguire” il virus?

“Il virus cambia e dobbiamo inseguirlo, per l’influenza ci prepariamo con il vaccino in base al ceppo che gira prima dell’inverno, nel caso del Covid  è diverso perché è più contagioso, quest’anno l’influenza è sparita con la mascherina ma questo virus no, anche perché non ha la stagionalità che ha l’influenza, da noi è sparito quest’estato in seguito ad una chiusura totale ma nei paesi in cui il lockdown non c’è stato ha continuato ad impazzare è ed più veloce da rincorrere, vanno trovate altre soluzioni”.

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