ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Prof. Andreoni: “Ci stiamo dirigendo verso la terza ondata. E’ assodato che le scuole aumentino il rischio di contagio. Serve un’efficace organizzazione per distribuire i vaccini”

ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Prof. Andreoni: “Ci stiamo dirigendo verso la terza ondata. E’ assodato che le scuole aumentino il rischio di contagio. Serve un’efficace organizzazione per distribuire i vaccini”

Il Prof. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali e Responsabile Malattie Infettive del Policlinico Tor Vergata, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport nella trasmissione “Crossover“. Queste le sue parole:

Com’è la situazione epidemiologica attuale nella regione Lazio?

“La situazione è critica perché i dati lasciano intendere che ci sia una circolazione del virus non controllata e ci sia l’emergenza delle varianti che, oltre ad essere fortemente trasmissibili, stanno colpendo anche persone più giovani di quelle che eravamo abituati a vedere negli ospedali. Il timore che stiamo entrando nella terza ondata oggettivamente c’è, sia a livello nazionale che nella regione Lazio dove l’indice Rt si sta alzando”.

Quanto incidono le varianti e cosa ha favorito questa maggiore circolazione del virus nelle ultime settimane?

“Vi è una predominanza della circolazione della variante inglese, mentre quella brasiliana sta iniziando a circolare e dobbiamo capire se può diventare dominante su quella inglese oppure ci conviverà. Nel nostro ospedale, il Policlinico di Tor Vergata, non abbiamo ancora avuto isolamenti della variante sudafricana ma cominciano ad essere registrati alcuni casi nella regione. Il problema è che più noi continuiamo a far circolare il virus più assisteremo ad ulteriori modificazioni di questo che tende a modificarsi per natura”.

Ad oggi vi sono 261 ricoveri in terapia intensiva nel Lazio: quanto ha inciso sulla circolazione del virus l’apertura delle scuole?

“Le scuole aumentano il rischio di contagio, è un dato ormai assodato. Le scelte che si devono fare devono essere regolate in funzione dell’andamento epidemico, ci si può permettere l’apertura delle scuole se l’andamento della pandemia lo permette altrimenti non è possibile. Quello che sta accadendo nelle ultime settimane non permette di osservare soltanto la situazione mantenendo una situazione intermedia. Aprire e chiudere in base a come vanno i dati è un errore tecnico, l’epidemia va portata a valori veramente bassi e a quel punto ci si può permettere di fare qualcosa in più ma giocare con i dati  come si sta facendo attualmente quando ci sono 20 mila casi al giorno è sbagliato”.

Quanta pressione c’è sulle strutture ospedaliere nella Capitale?

“Ogni martedì vi è un Webinar tra le strutture di tutto il Lazio, quindi siamo sempre tutti al corrente della situazione in cui si trova la regione.  Nel Lazio c’è ancora una buona riserva di posti letto e di terapie intensive. Al momento abbiamo 260 posti letti occupati nella nostra regione, un terzo sono ancora liberi per i pazienti covid. Quello che ci crea disagio è la crescita che stanno avendo i contagi quindi bisogna ragionare in prospettiva a ciò che accadrà nella prossime settimane.  Tutto sommato il Lazio sta discretamente bene, il problema è nazionale. Non voglio pensare di dover arrivare nuovamente a trasformare i reparti di medicina in reparti covid , sarebbe una grande sofferenza per gli ospedali”.

Quali sono le difficoltà pratiche nell’utilizzare i vaccini, se le aspettava e come si può cambiare tutto ciò?

“Abbiamo degli ottimi vaccini, tuttavia ci dobbiamo procurare molte più dosi e dovremmo mettere in atto una politica che ci permetta di arrivare all’inizio dell’estate con un numero tale di persone vaccinate per far sì che non riparta l’epidemia in autunno. In secondo luogo dobbiamo arrivare ad una media di 700.000 vaccini al giorno e per questo bisogna organizzarsi ma già da adesso perché poi potremmo arrivare ad avere tanti vaccini ma non un organizzazione tale per distribuirli a tutti: è inutile chiedere più vicini se non siamo in grado di gestirli. Sono a favore di affidarci al mondo militare per una vaccinazione di massa”.

ASCOLTA L’INTERVENTO COMPLETO!