ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Tomas Skuhravy: “Negli anni ’90 il calcio era migliore, oggi non c’è più battaglia. Cristiano Ronaldo non avrebbe resistito neanche 5 minuti”

ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Tomas Skuhravy: “Negli anni ’90 il calcio era migliore, oggi non c’è più battaglia. Cristiano Ronaldo non avrebbe resistito neanche 5 minuti”

Tomas Skuhravy, ex attaccante del Genoa, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5 durante la trasmissione Borderò. Queste le sue parole:

Cosa ne pensa del calcio di oggi? Che differenza c’è con quello dei suoi tempi?
“Negli anni ‘90 il calcio era più bello, uno vero e proprio spettacolo per la gente. Quello di oggi mi piace di meno; mancano soprattutto le occasioni da gol: ricordo l’anno scorso di aver visto allo stadio Genoa-Bologna e c’è stato un solo tiro in porta in 90 minuti; ai miei tempi, questo non era accettabile. In più, non ci sono più le partite di una volta. Erano ricche di contrasti, come se fossero delle vere e proprie guerre. Adesso non è più così, ad esempio Cristiano Ronaldo non sarebbe sopravvissuto neanche 5 minuti”.

Che ricordi ha di Osvaldo Bagnoli?
“Osvaldo Bagnoli era come un padre per noi: bastava un suo sguardo per farci capire come agire. Era un bellissimo Genoa quello del suo ciclo (1990-1992), in casa le vinse tutte tranne due pareggi con Milan e Cagliari”.

Cosa le manca della sua esperienza al Genoa?
“Sono stato benissimo al Genoa, ma la squadra poteva puntare molto più in alto: ad esempio vincere quella Coppa Uefa del 1992 che ancora mi è rimasta indigesta, visto che eravamo riusciti ad arrivare fino alla semifinale”.

Ritiene corretta la scelta di molti allenatori di costruire l’azione a partire dal portiere?
“Il portiere di ora fa possesso palla quasi come un centrocampista, però io penso che il calcio debba rimanere uno spettacolo come ai vecchi tempi, ovvero passarsi la palla solo e soltanto per andare in gol, non per il gusto di tenere la sfera più degli altri. Ai tifosi questo non interessa”.

Come è nata la sua celebre esultanza?
“E’ nata da una scommessa con un mio amico: siccome diceva che ero alto 1 e 93 e, di conseguenza, molto macchinoso nei movimenti, gli dissi che al primo centro in Serie A avrei esultato facendo una capriola. Un gesto tecnico non troppo tipico per un soggetto dalla statura così imponente”.

Quanti gol avrebbe segnato se avesse giocato ancora oggi?
“Ora non si gioca più a uomo, quindi non saprei dire quanti gol avrei fatto nel calcio moderno. I difensori non sanno più marcare, ci sono molti più spazi per le punte, è anche per questo che ho smesso di amare questo sport”.

Sarebbe in grado di nominare l’avversario più antipatico e quello più simpatico che ha affrontato nel corso della sua carriera?
“Quello più antipatico è stato, senza dubbio, Pasquale Bruno del Torino. Era un guerriero vero e proprio, tant’è che pensavo che prima della partita mangiasse carne cruda, altrimenti non si spiegava tutto quell’agonismo che tirava fuori. L’avversario più simpatico, invece, era Vialli, anche se della Sampdoria”.

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