Prof. Angelo De Carli (medico Italia U21): “La lesione al menisco di Kumbulla è l’infortunio più difficile da recuperare”

Prof. Angelo De Carli (medico Italia U21): “La lesione al menisco di Kumbulla è l’infortunio più difficile da recuperare”

Angelo De Carli, medico della Nazionale Under 21, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5 durante la trasmissione Borderò. Queste le sue parole:

Per Zaniolo è possibile il rientro in campo ad aprile. Quanto conterà il fattore psicologico?
“Il rientro da un brutto infortunio è un momento delicato per qualsiasi calciatore. È chiaro, però, che non ci può essere un ritorno in campo senza prima il conseguimento di determinati step più tecnici. Poi c’è l’aspetto psicologico da affinare, quello legato ai contrasti. Inoltre, i dati statistici per chi riprende a giocare dopo una lunga degenza sono abbastanza drammatici: innanzitutto, il minutaggio è minore rispetto al normale e i voti assegnati dalle testate giornalistiche sono molto bassi. Per Zaniolo, invece, non è stato così lo scorso anno, quindi mi auguro che la sua ripresa segua le stesse orme dell’ultima volta”.

Kumbulla, invece, ha riportato una lesione meniscale: come va gestito questo tipo di infortunio? Meglio la terapia conservativa oppure l’intervento?
“Quando si presentano infortuni di questo tipo, si cerca sempre di salvare il menisco. Le terapie conservative, ultimamente, sono più frequenti rispetto ai decenni passati. Il menisco esterno è quello più difficile da recuperare perché, in caso di asportazione, i tempi di recupero sono maggiori. I trattamenti conservativi, dunque, sono una strategia e anche un investimento sul futuro del ragazzo. Ho cercato di notare il trauma di Kumbulla durante la sua partita con la Nazionale albanese, ma non sono riuscito a capire il momento dell’infortunio vero e proprio, perciò immagino che abbia continuato a giocare nonostante il trauma subìto”.

Scamacca è un profilo da riportare alla Roma?
“Gianluca è un ragazzo molto bravo e talentuoso, non capisco come i suoi allenatori passati non siano riusciti a valorizzarlo. In questi giorni si è parlato molto della sua figura: è molto alto e pieno di tatuaggi, un aspetto che lo rende soggetto a maggiori critiche, ma che lo mette in condizione di spaventare l’avversario. Se avesse avuto due stagioni di continuità, a quest’ora staremmo parlando di tutt’altro calciatore. Mi piacerebbe molto vederlo con la maglia della Roma”.

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