Fabrizio Lucchesi: “Mourinho è un fuoriclasse e sceglie le sue panchine, se ha scelto la Roma avrà sicuramente avuto delle garanzie importanti”

Fabrizio Lucchesi, ex Direttore Generale dell’AS Roma, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport nella trasmissione “Crossover“. Queste le sue parole:

Che cosa pensa in merito all’ufficialità di Josè Mourinho?

“Si sta parlando di un fuoriclasse degli ultimi vent’anni nel calcio europeo. Se il suo arrivo sarà seguito da giocatori funzionali decollerà un progetto importante. Sogniamo una Roma che ricalchi quella di vent’anni fa”.

Che cosa si aspetta dal suo arrivo?

“Mi aspetto ci sia un mercato all’insegna della costruzione di una grande squadra. Il suo arrivo presuppone che la Roma torni ad essere una grande squadra e lo vedremo con il mercato nei prossimi giorni”.

Si competerà subito per il podio?

“La Roma è una buona squadra ma per essere competitiva ha bisogno di crescere da punto di vista tecnico, l’obiettivo deve essere fare i 30 punti in più che quest’anno l’hanno divisa dall’Inter”.

Quanto è complicato mantenere il silenzio quando si lavora ad un’operazione del genere?

“Il nostro mondo ha grande visibilità e la risonanza è altissima, sappiamo quanto le notizie circolino velocemente, la proprietà l’ha gestita veramente in modo impeccabile”.

Qual è la vera motivazione che ha fatto si che Mourinho accettasse la Roma?

“Se lui ha accettato è convinto della validità del progetto per come glielo hanno presentato. Mourinho vive di stimoli e scommesse, il popolo romanista ha sofferto molto negli ultimi anni e adesso è normale che la tifoseria abbia dei timori anche di fronte ad un allenatore importante. Mourinho è un allenatore che sceglie le sue panchine, se ha scelto la Roma un motivo c’è”.

Come vede la situazione economica del calcio italiano e la proposta della SuperLega?

“La crisi è in tutto il mondo e anche nel calcio. Il sistema non è crollato ma ha ondeggiato molto, la ripresa sarà lenta. La SuperLega è stata comunicata male e gestita peggio, non è pensabile sacrificare un sistema europeo intero per la crisi economica di quindici squadre”.

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