Mourinho: “Ci sono interessi diversi dei club e delle Nazionali. Ho deciso di non essere negativo”

Mourinho in conferenza stampa

Come affronta il problema dei giocatori che tornano dalle nazionali a pochi giorni da una partita con il club?
“Non ho idea di come risolvere questo problema delle partite tra nazionali. Ci sono diversi interessi che collidono, ho deciso da tempo di non perdere tempo per pensare ad una soluzione di una questione che non si può controllare”.

Domani la millesima panchina, sono arrivati tanti complimenti. Per quanto riguarda la partita di domani come gestirà l’impiego di Zaniolo?
“Ringrazio tutti per i complimenti per la millesima panchina, soprattutto per le parole di Alex Ferguson che hanno sempre un peso specifico. Zaniolo? Il club è stato cauto lo scorso anno e lo ha gestito alla grande. Lui doveva andare oltre alle “cicatrici emozionali” che lasciano questi infortuni, l’ho visto molto bene. Sono contento anche di vedere un nuovo Carles Perez, gioca con fiducia ed è ottimo per la squadra avere giocatori di questo calibro”.

Mancano ancora degli step a Zaniolo per tornare al 100%? Le ricorda qualche giocatore che ha già allenato in passato?
“Il paragone va fatto con il Nicolò di due anni fa. è sicuramente un ragazzo molto più maturo, c’è ancora tanto margine vista la giovane età. Deve imparare tante cose che arrivano con l’esperienza, sta imparando bene. è un ragazzo professionale, quando ero arrivato avevo letto di un ragazzo poco serio, nulla di più falso. Il nostro rapporto è fantastico, sono contento con lui. Un paragone? Non ci sono altri giocatori del genere”.

Qual è la situazione di Pellegrini e del rinnovo? Si aspettava questo impatto di Abraham?
“Ogni giorno che passa il rinnovo è sempre più vicino, sta andando tutto verso la giusta direzione. Lui vuole veramente restare, vuole essere parte di questo progetto. All’inizio dovevo imparare a conoscere i giocatori, sia sotto il punto di vista del gruppo che individuale. Pellegrini è il nostro capitano e lo sarà per tanti anni, Mancini il secondo e Cristante il terzo. Abraham? Mi aspettavo un buon impatto. è un ragazzo di Londra che però deve ancora ambientarsi, normalmente i giovani londinesi ci mettono un po’ a staccarsi. Ha già comunque instaurato ottimi rapporti con tutti”.

Cosa ne pensa del Mondiale? Questa nuova generazione di allenatori le hanno fatto cambiare modo di allenare?
“Penserò al Mondiale quando allenerò una nazionale. Cambiamento? Sì, sono cambiato ma lo si deve fare per forza. Dobbiamo rimanere al passo con i tempi, mi ricordo quando ho iniziato come analista che andavo allo stadio con penna e carta, se guardiamo ora è tutta un’altra cosa. Oggi è diverso, non dico che è più facile. Abbiamo la possibilità di avere tante informazioni ma dobbiamo essere bravi a capire quali siano le informazioni buone per noi e quelle per i giocatori. Il calcio è totalmente cambiato, chi si ferma sbaglia”.

Lei ricordava spesso la forza dei numeri. Il distacco tra la Roma e le altre squadre come Juve e Inter è diminuito?
“Abbiamo giocato due gare con qualche punto in più rispetto allo scorso anno. Non significa niente, non dobbiamo guardare le altre ma solo a noi stessi. A gennaio magari vedremo cosa avremo fatto e dove sono gli altri. In questo momento non dobbiamo pensare a niente che non sia la prossima partita e giocare bene. Allegri ha detto che i risultati sono importanti e lo condivido al 100%. Siamo diversi dalle altre squadre che hanno ambizioni e obiettivi ben definitivi. Ovviamente siamo contenti di quanto fatto finora ma dobbiamo restare calmi”.

Come sta la squadra?
“Stanno tutti bene, Zaniolo, Mancini, Pellegrini e Smalling. Tutti recuperati e per domani sono tutti disponibili. L’unico è Vina che è tornato poco fa”.

Ha pensato ad un turnover?
“Non ho ancora pensato al turnover. Abbiamo tante partite da giocare in poco tempo ma non ho pensato alle altre gare, solo a quella domani contro il Sassuolo. Quando hai giocatori bravi nello stesso ruolo non è turnover, ma opzione. Karsdorp o Reynolds? Anche Ibanez può fare il terzino, lo ha fatto in pre campionato e ha dimostrato di poterlo fare”.

Aveva chiesto esperienza per la panchina. Pensa che può trovarla nei giocatori a disposizione?
“Con la società siamo tutti d’accordo. L’esperienza in questo momento non si compra, si costruisce e la possiamo costruire nei giocatori che abbiamo, anche nei più giovani come Bove, Calafiori o Darboe. Ovviamente se paragoniamo la nostra rosa con altre c’è una differenza significativa, però non voglio parlare perché mi fido dei miei giocatori. Vedremo cosa succede a gennaio”.

Le preoccupa di più il recupero fisico dei giocatori dalle nazionali o mentale?
“Nessuno mi chiede del Sassuolo? Ne parlo io: è una squadra difficile da affrontare visti gli ultimi risultati. Tutti i giocatori però hanno recuperato alla grande, siamo e vogliamo vincere”.

Come definirebbe i tifosi romanisti in una parola?
“Appasionati. Facile”.