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Paolo Assogna: “A gennaio arriveranno sicuramente il vice-Karsdorp e il centrocampista”

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Paolo Assogna, noto giornalista e inviato di Sky Sport, è intervenuto in diretta ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5 durante la trasmissione “A qualcuno piace calcio”. Queste le sue parole:

Ci sarà a gennaio la possibilità di rinforzare la squadra?
“Il vice-Karsdorp e il centrocampista arriveranno sicuramente. A Tiago Pinto stanno arrivando decine di curriculum , bisogna stare attenti ai giocatori in scadenza. Va fatta bene la caccia al giocatore in scadenza, gli è stato proposto Tolisso, ma guadagna 6.5 milioni di euro all’anno e da 4 anni accusa continui problemi fisici. Rappresenta un costo di un certo tipo, diverso dal rendimento che ti può assicurare a causa degli infortuni. Le perplessità sono su questo”.

Zakaria andrà in scadenza a giugno, potrebbe arrivare a gennaio?
“Io credo che abbia altre ambizioni, è un giocatore di un certo livello, di grande rendimento. Da quello che mi risulta lui ha in testa la Premier, la Roma ha il vantaggio della telefonata di Mourinho. Solo così potrebbe arrivare, altrimenti l’indirizzo che vorrebbe prendere è quello della Premier League”.

In uscita ci sarà qualche sorpresa?
“Non stanno arrivando richieste, ce ne è stata una del Valencia per Villar. Fino ad ora sono arrivati soltanto prestiti, devi sperare in operazioni come quella di Under e Pau Lopez al Marsiglia”.

C’è stato un errore di valutazione su alcuni calciatori durante il calciomercato?
“Sì, c’è stata anche delusione sui nuovi giocatori. Shomurodov ci sembrava intenso e cattivo, ora stiamo vedendo un altro giocatore. Qualche delusione c’è stata, poi abbiamo dovuto dare la possibilità a Mourinho di vederli e di sceglierli testandoli direttamente sul campo. A quel punto ha dato una valutazione negativa su alcuni giocatori, lo vediamo nelle scelte che fa settimanalmente”.

Com’è stata la partita di ieri sera?
“La differenza con il calcio d’èlite è marcata, se vedi il livello della Champions e della Conference capisci che c’è da lavorare. La partita ha confermato che c’è qualcosa di buono, Mourinho servirà ad alzare la concentrazione della squadra. Dopo le vittorie bisogna vedere cosa non funziona, rischiare di subire una rimonta da una squadra inferiore ci dimostra che la squadra è ancora immatura in certe situazioni”.

Sul 3-0 la Roma ha staccato la spina, cos’è successo?
“Mourinho è stato chiamato per questo, per cambiare il DNA dell’ambiente Roma, fatto di improvvisi cali di tensione. Con il Bodø avevamo visto una replica di quello che accade quando si spegne la luce, il processo è lento e ci vuole un lavoro quotidiano da parte dell’allenatore. Questi comportamenti sono difficili da spazzare via, fiducia a Mourinho. Soltanto lui può mettere fine a quest’aspetto, questi cali rimangono l’elemento più pericoloso che non fa fare il salto di qualità alla Roma”.

È cambiata la strategia comunicativa di Mourinho?
“Mette pressioni a tutti, soprattutto a me. Non la prendo mai sul personale, soprattutto per il mio carattere. È tutta una strategia di comunicazione. Dagli anni di Capello non c’era un allenatore con questa personalità. I grandi personaggi rispondono dicendo quello che vogliono loro”.

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