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Gaetano D’Agostino: “Alla Roma servono giocatori di caratura internazionale. Mourinho ha cambiato la mentalità”

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Gaetano D’Agostino, ex giocatore della Roma, è intervenuto ai microfoni dell’emittente Centro Suono Sport 101.5, nella trasmissione “Crossover”, queste le sue parole: “

Quanto è stato importante chiudere il primo anno di Mourinho con una vittoria?

“Roma-Feyenoord poteva essere il coronamento del primo anno di costruzione oppure una grandissima delusione. Il titolo conquistato ti dà consapevolezza, la rosa è buona e con l’entusiasmo e la spinta dei tifosi può aiutarti a migliorare in futuro. La Roma ha quasi 40.000 abbonati, la piazza sta dando segnali e speriamo si possa costruire una Roma con tre o quattro innesti che possa competere per la Champions League”.

Che cosa ti ha sorpreso di più di Mourinho?

“Al di là dell’aspetto comunicativo è stato bravo nel riportare entusiasmo e speranza. Si è calato nella mentalità e nella storia della Roma, è stato il leitmotiv per vincere un trofeo importante come la Conference League. Nessuno vuole vincere, però se ce la fai festeggi e va dato merito a Mourinho di questo, penso sia stato il personaggio più importante all’interno della Roma”.

Come va migliorata la rosa della Roma?

“Servono due o tre innesti di livello internazionale. Per me tutti i giocatori sono di buonissima fattura, ma lo stesso capitano Pellegrini, per esempio, penso si aspetti 2 o 3 innesti per alzare il livello tecnico e mentale. C’è stato un cambio di mentalità, alla fine della Conference League Pellegrini già pensava al prossimo anno. L’ambiente sta arrivando a questo punto”.

Che caratteristiche servono per il centrocampo della Roma?

“Serve un calciatore che ti dia cambio di ritmo, Matic è un bravissimo calciatore, ha grande fisico, però sia lui che Cristante sono un po’ statici. Alla Roma servono giocatori che diano uno strappo, un cambio di ritmo, che ti vadano a pressare alto. Bisogna vedere con quale modulo partire, io dico che nei doppioni non bisogna abbassare la qualità, chi gioca e chi è in panchina deve stare sullo stesso livello, servono 18-20 giocatori di pari livello e 2-3 che ti possono cambiare la partita con un’invenzione. I grandi giocatori servono a sbloccare le partite quando si gioca male, la Roma ha vinto le partite giocando sempre bene, difficile abbia portato a casa il risultato giocando male.”.

Frattesi?

“Per me Frattesi ha un cartellino molto alto, basta un campionato fatto bene per alzare il livello del prezzo. Ai miei tempi, dovevi fare 200 partite per valere 20 milioni di euro. Se spendo 35 milioni di euro per Frattesi, deve giocare da calciatore di quel valore. Un conto è giocare con il Sassuolo, un conto con la Roma dove le pressioni sono maggiori. Per me è un calciatore che può valere quella cifra in futuro”.

Sacrificheresti Ibanez?

“Onestamente no, dal punto di vista esplosivo non è male. Può sbagliare, ma riesce a sopperire agli errori. Se si gioca a 4, Ibanez è piuttosto istintivo, avresti bisogno di uno con più lettura. Gli farei fare un altro anno per vedere se arriva la consacrazione, il suo unico problema è mentale. Se abbassa la concentrazione, fa danni e deve migliorare da quel punto di vista. Ho visto giocare Abraham, ma secondo me gli mancano 7-8 gol, ha dovuto fare reparto da solo per quasi tutte le partite. La Roma deve proporre un gioco piacevole ed efficace e lo fai con calciatori dal punto di vista tecnico importante”.

Si parla di un possibile ritorno di Oliveira, che cosa ne pensi?

“Sergio Oliveira è un buon giocatore ma credo ce ne siano di migliori in Italia. Se non ci sono altri club interessati al giocatore credo ci sia un problema. Cristante e Matic bastano al centrocampo della Roma”.

Redazione

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